mercoledì 16 febbraio 2011
GUAI IN VISTA..
Navi da guerra iraniane stanno passando il canale di Suez dirette verso la Siria. Guai in vista.. Quella di oggi forse era l'ultima spremitura per costringere a longare.. Io ho chiuso tutto, e anzi nel finale mi sono fatto anche uno shortino su Unicredit..
ANALISI PER MERCOLEDI 16
Nella notte il QEV ha virato decisamente e nuovamente al rialzo. Un rialzo di circa il 3%, che significa una chiusura tendenziale di domani del +0,50 +0,75% per la nostra borsa..
E' ovvio che con la situazione che c'è (o che dicono ci sia) in Iran, ogni momento è buono perchè il mercato inverta violentemente al ribasso. Ma in questo istante il trend probabile è ancora al rialzo.
E' ovvio che con la situazione che c'è (o che dicono ci sia) in Iran, ogni momento è buono perchè il mercato inverta violentemente al ribasso. Ma in questo istante il trend probabile è ancora al rialzo.
mercoledì 9 febbraio 2011
PREVISIONE PER I PROSSIMI DUE GIORNI
La flessione di lunedì del QEV, che dopo un nuovo massimo nel pomeriggio aveva poi ripiegato in serata, ha anticipato puntualmente il ribasso di martedì dei mercati europei. Ieri sera si è avuta una nuova forte accelerazione rialzista dell'indicatore, che prelude a nuovi impulsi rialzisti del mercato azionario.
In questo momento, ore 6,20 di mattina, tutte le borse asiatiche sono negative, i futures americani sono negativi, rimane frazionalmente positiva solo la borsa australiana. Anche gli incroci valutari non sembrano segnalare una tendenza rialzista per la seduta di mercoledì dei listini azionari, e tutto farebbe pensare ad una prosecuzione del ribasso di martedì.
Tuttavia il mio indicatore QEV "legge" ancora una volta una tendenza direzionale precisa nei flussi rilevanti, e contraria alle indicazioni di altri strumenti normalmente usati. Questa tendenza sfuggirà ovviamente a chi guarderà solo il mercato azionario, i cui grafici potranno evidenziare conformazioni ribassiste nella prossima mattinata. Questa tendenza, "sotterranea" per chi non guarda le cause ma si accontenta degli effetti, si esprimerà entro il corso dei prossimi due giorni, in un nuovo forte impulso rialzista. E se ciò non dovesse avvenire già nella mattinata di mercoledì (mancando dati macro importanti), con un'apertura negativa che si inverte già nelle prime ore, avverrà certamente entro la seduta di giovedì.
Ritengo quindi che la seduta di mercoledì costituisca una ennesima opportunità di acquisto per trading di breve e/o accumulazione.
Ricordo che l'indicatore QEV non è uno strumento previsionale come l'analisi tecnica. Quest'ultima ipotizza gli sviluppi dello scenario su base probabilistica, e cioè immagina un andamento probabile (ma non sicuro) considerando i comportamenti passati degli attori del mercato. L'indicatore QEV invece non prevede, ma "rappresenta" e "fotografa" una realtà, quella della distribuzione dei flussi rilevanti tra mercati azionari e obbligazionari o viceversa, e tra parte breve e parte lunga della curva o viceversa. Tutto ciò assomiglia più ad una fotografia della parte "sotterranea" del mercato, dove non avvengono condizionamenti e dove i segnali sono perfettamente limpidi (poichè nel segmento dei bond governativi lavorano principalmente operatori istituzionali) e per questo non ha finora mai mancato al suo compito di immaginare con esattezza gli sviluppi a breve del mercato azionario.
In questo momento, ore 6,20 di mattina, tutte le borse asiatiche sono negative, i futures americani sono negativi, rimane frazionalmente positiva solo la borsa australiana. Anche gli incroci valutari non sembrano segnalare una tendenza rialzista per la seduta di mercoledì dei listini azionari, e tutto farebbe pensare ad una prosecuzione del ribasso di martedì.
Tuttavia il mio indicatore QEV "legge" ancora una volta una tendenza direzionale precisa nei flussi rilevanti, e contraria alle indicazioni di altri strumenti normalmente usati. Questa tendenza sfuggirà ovviamente a chi guarderà solo il mercato azionario, i cui grafici potranno evidenziare conformazioni ribassiste nella prossima mattinata. Questa tendenza, "sotterranea" per chi non guarda le cause ma si accontenta degli effetti, si esprimerà entro il corso dei prossimi due giorni, in un nuovo forte impulso rialzista. E se ciò non dovesse avvenire già nella mattinata di mercoledì (mancando dati macro importanti), con un'apertura negativa che si inverte già nelle prime ore, avverrà certamente entro la seduta di giovedì.
Ritengo quindi che la seduta di mercoledì costituisca una ennesima opportunità di acquisto per trading di breve e/o accumulazione.
Ricordo che l'indicatore QEV non è uno strumento previsionale come l'analisi tecnica. Quest'ultima ipotizza gli sviluppi dello scenario su base probabilistica, e cioè immagina un andamento probabile (ma non sicuro) considerando i comportamenti passati degli attori del mercato. L'indicatore QEV invece non prevede, ma "rappresenta" e "fotografa" una realtà, quella della distribuzione dei flussi rilevanti tra mercati azionari e obbligazionari o viceversa, e tra parte breve e parte lunga della curva o viceversa. Tutto ciò assomiglia più ad una fotografia della parte "sotterranea" del mercato, dove non avvengono condizionamenti e dove i segnali sono perfettamente limpidi (poichè nel segmento dei bond governativi lavorano principalmente operatori istituzionali) e per questo non ha finora mai mancato al suo compito di immaginare con esattezza gli sviluppi a breve del mercato azionario.
venerdì 4 febbraio 2011
QEV SUI MASSIMI
QEV sui massimi di periodo stasera alle 23, forte di un tasso USA 2y che chiude a 0,708, ma fa segnare come ultima rilevazione 0,725. Il tutto poco dopo la discesa dei mercati di Eurozona, che deve intendersi dunque come una correzione, occasione per comprare. QUINDI SI SALIRA' ANCHE OGGI.
A breve io immagino una correzione rilevante, ma questo il mio indicatore lo vede ancora non imminente. Certamente lo segnalerà circa 4 ore prima, come fa normalmente..
A breve io immagino una correzione rilevante, ma questo il mio indicatore lo vede ancora non imminente. Certamente lo segnalerà circa 4 ore prima, come fa normalmente..
martedì 1 febbraio 2011
lunedì 31 gennaio 2011
LA DISTRIBUZIONE DEI FLUSSI
Studiando per anni il sistema economico-finanziario e le interazioni fra le parti del sistema, ho sviluppato e approfondito lo studio della distribuzione dei flussi tra le diverse asset class, specificamente tra mercato azionario e obbligazionario, e tra parte breve e parte lunga della curva. Le dinamiche distributive segnalano con molta precisione la condizione del mercato e il sentiment degli investitori, soprattutto istituzionali.

In fasi di crescita dell’economia le aziende trovano condizioni migliori per sviluppare il loro business e producono utili in via crescente, per cui i titoli azionari possono ottenere performance positive, anche elevate. Viceversa, in fasi di rallentamento le aziende trovano condizioni peggiori e producono utili in maniera decrescente, per cui i titoli azionari possono ottenere performance negative, anche molto rilevanti.
Il mercato dei bond risk free si muove invece per valutazioni relative al tasso di inflazione attesa, ma anche e soprattutto come vaso comunicante che riceve e restituisce capitali al mercato azionario. Ciò avviene perché una quota rilevante dei capitali globali si sposta ininterrottamente a cercare il maggiore rendimento effettivo in quel momento a parità di rischio, ovvero computando il differenziale di rischio in termini di maggiore o minore premio al rischio.
Uno spostamento di flussi dal mercato obbligazionario al mercato azionario e/o dalla parte breve alla parte lunga della curva segnalano un miglioramento del quadro economico e/o della percezione del quadro economico. Uno spostamento di flussi dal mercato azionario al mercato obbligazionario e/o dalla parte lunga alla parte breve della curva segnalano un peggioramento del quadro economico e/o della percezione del quadro economico. Tali spostamenti sono identificati dal movimento dei tassi.
Da queste considerazioni teoriche ho sviluppato un modello matematico, l’indicatore QEV, che rappresenta in forma numerica la fiducia degli investitori, vero motore delle dinamiche di distribuzione dei flussi. Esso guarda due sole grandezze, il tasso a 2 anni e il tasso a 10 anni sulla curva risk free di riferimento (Bund oppure T-Note). L’analisi di soli titoli risk free si focalizza sui soli aspetti macro-sistemici, neutralizzando la componente “rischio emittente”, del tutto estranea alla teoria della curva che ispira il QEV.
Si tratta di un modello che rappresenta e fotografa la realtà osservata in un certo istante, evidenziando la direzione dei flussi rilevanti tra mercato dei bond e mercato azionario o viceversa, e tra parte breve e parte lunga della curva o viceversa. Esso fornisce uno screening ottimale sul timing di entrata e di uscita dal mercato azionario, offrendo prestazioni notevoli in ogni orizzonte temporale. Le implicazioni previsionali sono immediate. L’efficienza del modello deriva da alcuni motivi particolari:
1) nel mercato dei bond (Bund e T-Note) la maggior parte degli scambi è fatta da operatori istituzionali;
2) in virtù del punto precedente il movimento dei tassi è generalmente più lineare e meno volatile rispetto ai mercati azionari;
3) elaborando grandezze esterne ai mercati azionari, il modello non subisce nessun tipo di condizionamento, e offre indicazioni estremamente precise sulla percezione del quadro economico da parte degli operatori istituzionali e sul movimento successivo dei mercati.
Su questi argomenti ho pubblicato “La psicologia del sistema economico-finanziario” (Seneca Edizioni, Torino, 2009) e “La distribuzione dei flussi” (Seneca Edizioni, Torino, 2010). In questi due libri è esposta la teoria nella sua interezza, ed è presentato il modello con un’ampia gamma di test riferiti a tutti gli orizzonti temporali (dal breve e brevissimo fino al medio e al lungo termine) che dimostrano la strettissima correlazione diretta tra valori dell’indicatore QEV e valori dell’indice azionario di riferimento, e in molti casi la capacità dell’indicatore di anticipare l’indice azionario.

In fasi di crescita dell’economia le aziende trovano condizioni migliori per sviluppare il loro business e producono utili in via crescente, per cui i titoli azionari possono ottenere performance positive, anche elevate. Viceversa, in fasi di rallentamento le aziende trovano condizioni peggiori e producono utili in maniera decrescente, per cui i titoli azionari possono ottenere performance negative, anche molto rilevanti.
Il mercato dei bond risk free si muove invece per valutazioni relative al tasso di inflazione attesa, ma anche e soprattutto come vaso comunicante che riceve e restituisce capitali al mercato azionario. Ciò avviene perché una quota rilevante dei capitali globali si sposta ininterrottamente a cercare il maggiore rendimento effettivo in quel momento a parità di rischio, ovvero computando il differenziale di rischio in termini di maggiore o minore premio al rischio.
Uno spostamento di flussi dal mercato obbligazionario al mercato azionario e/o dalla parte breve alla parte lunga della curva segnalano un miglioramento del quadro economico e/o della percezione del quadro economico. Uno spostamento di flussi dal mercato azionario al mercato obbligazionario e/o dalla parte lunga alla parte breve della curva segnalano un peggioramento del quadro economico e/o della percezione del quadro economico. Tali spostamenti sono identificati dal movimento dei tassi.
Da queste considerazioni teoriche ho sviluppato un modello matematico, l’indicatore QEV, che rappresenta in forma numerica la fiducia degli investitori, vero motore delle dinamiche di distribuzione dei flussi. Esso guarda due sole grandezze, il tasso a 2 anni e il tasso a 10 anni sulla curva risk free di riferimento (Bund oppure T-Note). L’analisi di soli titoli risk free si focalizza sui soli aspetti macro-sistemici, neutralizzando la componente “rischio emittente”, del tutto estranea alla teoria della curva che ispira il QEV.
Si tratta di un modello che rappresenta e fotografa la realtà osservata in un certo istante, evidenziando la direzione dei flussi rilevanti tra mercato dei bond e mercato azionario o viceversa, e tra parte breve e parte lunga della curva o viceversa. Esso fornisce uno screening ottimale sul timing di entrata e di uscita dal mercato azionario, offrendo prestazioni notevoli in ogni orizzonte temporale. Le implicazioni previsionali sono immediate. L’efficienza del modello deriva da alcuni motivi particolari:
1) nel mercato dei bond (Bund e T-Note) la maggior parte degli scambi è fatta da operatori istituzionali;
2) in virtù del punto precedente il movimento dei tassi è generalmente più lineare e meno volatile rispetto ai mercati azionari;
3) elaborando grandezze esterne ai mercati azionari, il modello non subisce nessun tipo di condizionamento, e offre indicazioni estremamente precise sulla percezione del quadro economico da parte degli operatori istituzionali e sul movimento successivo dei mercati.
Su questi argomenti ho pubblicato “La psicologia del sistema economico-finanziario” (Seneca Edizioni, Torino, 2009) e “La distribuzione dei flussi” (Seneca Edizioni, Torino, 2010). In questi due libri è esposta la teoria nella sua interezza, ed è presentato il modello con un’ampia gamma di test riferiti a tutti gli orizzonti temporali (dal breve e brevissimo fino al medio e al lungo termine) che dimostrano la strettissima correlazione diretta tra valori dell’indicatore QEV e valori dell’indice azionario di riferimento, e in molti casi la capacità dell’indicatore di anticipare l’indice azionario.
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